La storia
La Borgogna deve il suo nome alla popolazione dei Burgundi che qui crearono il proprio reame. Quest'ultimo diventerà il Regno di Borgogna e successivamente delle Due Borgogne in epoca carolingia.
Successivamente nel XIV e XV secolo il Ducato di Borgona, situato sulle grandi rotte che collegavano il Mediterraneo all'Europa Settentrionale, divenne il più ricco e potente di tutto il regno di Francia e pensate che nel periodo di maggior splendore arrivò ad estendersi fino all' Olanda, alle Fiandre, al Lussemburgo, a buona parte del Belgio e all'estremo nord della Francia.
In questo periodo inoltre moltissimi artisti, musicisti ed architetti vissero nella capitale della Borgogna, Digione, dove ancora oggi potrete ammirare alcune delle loro opere.
I personaggi di Digione
Fra i personaggi celebri nati proprio a Digione invece ci sono Alexandre Gustave Eiffel, Digione 15 dicembre 1832 – Parigi 27 dicembre 1923, un ingegnere e imprenditore francese specialista in strutture metalliche ed ideatore della famosissima Torre Eiffel di Parigi, Bernardo di Chiaravalle, Fontaine-lès-Dijon 1090 – Ville-sous-la-Ferté 20 agosto 1153, il teologo e abate francese fondatore della celebre abbazia di Clairvaux, Jean-Philippe Rameau, Digione 25 settembre 1683 – Parigi 12 settembre 1764, un compositore e organista francese nonché teorico della musica barocca, e François Rude, Digione 4 gennaio 1784 – Parigi 3 novembre 1855, uno scultore francese.
L'architettura
Per quanto riguarda l'architettura attorno all'anno 1000 nacque quella monastica e con essa il più grande tempio della fede a Cluny, superato in maestosità solo più tardi da San Pietro a Roma.
La bianca pietra di Borgogna iniziò allora il suo fantastico racconto che costituisce oggi uno dei patrimoni più alti della regione: un canto gregoriano scritto sulla pietra, volti di madonne e santi levigati dal soffio del tempo, demoni e meraviglie scolpiti per l'eternità sulle facciate o sui capitelli delle navate delle tante chiese sparse nella regione.
La nuova febbre del divino disseminò la Borgogna di cittadelle del monachesimo, di chiese romaniche prima e cattedrali grandiose poi che sono le tappe di un viaggio straordinario sullo sfondo di un paesaggio rimasto in molti casi sereno come al tempo dei monaci benedettini, di San Bernardo e della regola di Citeaux.
La Charité-sur-Loire, così come Paray-le-Monial, di Cluny è uno dei più fulgidi esempi d'arte romanica; Anzy-le-Duc, scrigno di pietra dorata, dorme alle soglie di un villaggio in mezzo alla campagna; Vezelay, in cima all'"éternelle colline", ha un portale che è tra le opere più grandi dell'arte occidentale e una spiritualità che si posa come un lungo respiro sui confini ondulati del Morvan; Fontenay ricorda San Bernardo che la fondò, solenne e perfetta, inserita dall'Unesco fra i luoghi che appartengono all'umanità intera.
Pontigny poi, candida e nuda, esempio altissimo di arte cistercense, segna il momento di transizione dal romanico al gotico, quando ad entrare in scena furono le grandi protagoniste di questo splendore: le cattedrali di Sens, Auxerre, Nevers e la chiesa di Notre-Dame di Digione.
Alte fino a toccare le nuvole questi splendidi edifici dominano su tetti, viuzze e borghi ancora intatti e alcune propongono tesori assoluti come la cattedrale Saint-Lazare a Autun custode delle più belle sculture romaniche e la Saint-Etienne di Auxerre che s'innalza su una cripta primitiva con il raro affresco di un Cristo a cavallo accompagnato di quattro angeli cavalieri.
» Cerca un
hotel in Borgogna